Come può un “relitto endemico” risalente all’era glaciale, chiamato “Abies nebrodensis”, ovvero un abete, suscitare tanta curiosità e
capacità di reazione nel panorama internazionale scientifico e culturale? Le risposte più spontanee risiedono, probabilmente, nel
fascino che suscita allo sguardo la sua vista, nella capacità di resilienza alle avversità naturali e nel modo di raccontare al mondo
intero, attraverso un’accurata “sapienza culturale”, la storia geologica che gli appartiene.


“Abbiamo nel Parco delle Madonie – dice il Commissario dell’Ente Caltagirone, una così rara bellezza di specie botanica che attrae lo
sguardo e l’interesse di studiosi e visitatori  provenienti da ogni parte del mondo. Il progetto Life Natura di conservazione in situ ed ex
situ prima, ed il successivo LIFE4FIR, con l’obiettivo di aumentare la diversità genetica e migliorare lo stato di conservazione degli
esemplari di Abies nebrodensis in grave pericolo, sono ormai diventati oggetto di studio per molte comunità scientifiche.
Per questo, siamo stati particolarmente felici di accogliere in visita nel Parco delle Madonie, un gruppo di 22 persone dell’Associazione dei
forestali del Carso della Repubblica di Slovenia, particolarmente interessati all’Abies nebrodensis.

Guidati dal maresciallo Damijana Ota dell’Associazione dei forestali del Carso e ricevuti a Petralia Sottana nella sede dell’Ente Parco dal
Commissario straordinario -Caltagirone – i forestali accompagnati dal Direttore dell’Unità territoriale di Sežana dell’Ente per le foreste
della Slovenia – dott. Boštjan Košiček – hanno mostrato il loro apprezzamento per il territorio e per le sue specificità botaniche, dove
la diversità dell’endemismo in questa regione circoscritta della Sicilia, si accompagna alla ricerca del “particolare”.
A seguire, una breve presentazione del progetto LIFE nelle diverse fasi di attuazione.

Il Commissario Caltagirone – ha poi così concluso – “la Slovenia, così come le Madonie è una terra ricca di vegetazione. Rendere consapevoli i giovani di possedere un così grande privilegio, nel disporre di “ricchezza verde” per farla preservare, è un traguardo da raggiungere.
Abbiamo con i nostri parchi, legami comuni e, tra questi, una variegata biodiversità,  l’appartenenza alla Rete europea di Aree Protette Natura 2000 e alla Rete mondiale dei Global Geopark UNESCO (UGG). Sono certo che la vostra permanenza, sarà la testimonianza di un 
territorio che accoglie e incanta in tutte le stagioni dell’anno e per questo ringrazio il maresciallo Ota per aver organizzato e fortemente
voluto questa visita nel Parco delle Madonie”.