Qui di seguito la risposta alla lettera appello della FABI:Cari amici giá con la presentazione del rapporto sul credito 2021 ho evidenziato che siamo in presenza di un preoccupante fenomeno di contrazione del numero delle banche regionali, degli sportelli e di una significativa riduzione del numero dei dipendenti ben oltre i livelli medi del Paese e solo in parte giustificata dall’evoluzione tecnologica e digitale.
Questo determina minori servizi per i siciliani e le imprese e riduce le opportunitá di lavoro per i giovani. Questo conferma che anche nel settore credito permane il divario Nord-Sud che si aggrava se connesso alla condizione insulare che svantaggia ancora più i territori. Per questo condivido le vostre preoccupazioni e concordo suĺla necessità di contrastare la riduzione degli sportelli con un confronto serrato con le banche. In Sicilia, come giustamente sottolineate, sono oltre 320mila i cittadini che non possono fruire dei servizi degli sportelli bancari, e ben 132 i comuni che non ne hanno nessuno: oltre il 25% dei comuni siciliani . Negli ultimi quattordici anni sono stati chiusi oltre 664 sportelli, tendenza che pur in linea con quella del Sud è sensibilmente maggiore rispetto al Centro-Nord. É una tendenza alla desertificazione che impone soluzioni efficaci e moderne d’intesa con il sistema bancario e gli intermediari.che consentano di garantire le condizioni di eguaglianza sostanziale.
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