Continuano le iniziative di BCsicilia nell’ambito delle “Giornate Europee dell’Archeologia”. Domani, sabato 18 Giugno 2022, sono previste sei iniziative: a Palazzolo Acreide, Campofelice di Roccella, Carini, Torretta. Catania, Sciara. Alle ore 10,00 a Palazzolo Acreide in programma la conferenza “Archeologia e Grand Tour nelle carte del Museo dei Viaggiatori” a cui farà seguito la visita guidata, a Campofelice di Roccella, alle ore 11,30, visita guidata al Castello della Roccella, nel pomeriggio alle ore 16,30 a Carini, appuntamento alle catacombe paleocristiane di Villagrazia, mentre per scoprire i segni della Preistoria basta recarsi alle ore 17,00 a Torretta. alla Grotta della Zà Minica, a Catania invece alla ore 17,00 la conferenza: “Una stazione di sosta della prima età imperiale lungo la strada a Catina Agrigentum” ed infine a Sciara, alle ore 21,00, la conversazione “Archeologia a tavola: storia, aneddoti e curiosità”, a cui farà seguito la degustazione di antico dolce ed idromele.
In dettaglio i sei appuntamenti.

Palazzolo Acreide
Archeologia e Grand Tour nelle carte del Museo dei Viaggiatori
Nell’ambito delle “Giornate Europee dell’Archeologia” e con il patrocinio del Ministero della Cultura, organizzata da BCsicilia Sede di Palazzolo Acreide, in collaborazione con il Museo dei Viaggiatori, si terrà sabato 18 giugno 2022 alle ore 10,00, la conferenza e la visita guidata dal titolo: “Archeologia e Grand Tour nelle carte del Museo dei Viaggiatori di Palazzolo”. Dopo l’introduzione di Luigi Lombardo, Presidente BCsicilia Sede di Palazzolo Acreide sono previsti gli interventi di Francesca Gringeri Pantano, Direttrice del Museo dei Viaggiatori in Sicilia e di Carmelo Scandurra, Condirettore del medesimo museo. L’incontro si terrà presso il Museo dei Viaggiatori in Sicilia in via Maestranza 5 a Palazzolo Acreide. Lat. = 37.0630138 Long. = 14.9049536. Per informazioni: Tel. 338.4386564 – Email: [email protected]
L’archeologia, nei viaggiatori stranieri, che cercarono la Sicilia soprattutto nel Settecento, costituì l’interesse primario. Con il doric revival i templi dorici dell’isola furono ammirati, studiati e disegnati da architetti e pittori. Il Museo dei Viaggiatori in Sicilia accoglie, nei volumi che pubblicarono, le loro incisioni. Realizzate all’acquaforte e all’acquatinta, esse diffusero, in Europa e nel mondo, la conoscenza dell’arte classica e la cultura della bellezza.

Campofelice di Roccella
L’ultimo baluardo dei Conti di Ventimiglia: visita guidata al Castello
Nell’ambito delle “Giornate Europee dell’Archeologia” e con il patrocinio del Ministero della Cultura, organizzata da BCsicilia si terrà a Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo, sabato 18 Giugno 2022, l’iniziativa: “L’ultimo baluardo dei Conti di Ventimiglia. Visita guidata al Castello della Roccella”. L’appuntamento è previsto alle ore 11,30 al Castello della Roccella a Campofelice di Roccella. Lat. = 38.0005387 Long. = 13.8875634. Per informazioni: Tel. 338.4386564 Email: [email protected] Presentazione di Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia. Visita guidata a cura di Anna Laurà, Presidente BCsicilia della sede di Campofelice di Roccella.
Il Castello di Roccella si trova sulla costa settentrionale della Sicilia nel territorio comunale di Campofelice di Roccella. Il Castrum è compreso tra la zona costiera e i primi rilievi collinari della catena montuosa delle Madonie che va da Capo Plaia alla foce del fiume Imera Settentrionale. Un Castello attraversato dalla storia. Le Madonie furono dominate per tutto il XIV secolo dai Ventimiglia. La loro influenza si estendeva su un vastissimo territorio che partiva dalla Valle dell’Imera sino alle prime fortezze dei Peloritani, dalla costa di Termini e Cefalù alle colline delle basse Madonie comprendendo Collesano e Castelbuono sino ad arrivare alle alte Madonie comprendendo Geraci, Gratteri e le Petralie.
Il Castello di Roccella aveva per questo territorio un ruolo strategico determinante dato dalla sua posizione. Negli anni divenne un caricatore granario, che permise ai Ventimiglia di avere un porto franco da dover far partire le merci che affluivano dall’entroterra madonita e di accrescere il proprio potere economico. Tra il 1396 ed il 1408 si assiste ad una notevole esportazione di prodotti (grano in prevalenza, ma anche orzo, carni salate, pelli e formaggio) dal caricatore della Roccella, provenienti dai possedimenti dei Ventimiglia, con la conseguente emanazione di una serie di provvedimenti regi, orientati a controllare ed in parte ostacolare tali rendite, che continuano a procurare un accrescimento della ricchezza e del prestigio (anche politico) della famiglia. Ma qui si consumò simbolicamente l’ultimo scontro tra i potenti baroni che avevano nei castelli i suoi luoghi forti e il potere regio. E con la stroncatura a colpi di bombarda delle residue velleità dei ribelli Ventimiglia, si giunse alla fine del lungo Trecento siciliano aperto dalla rivolta del lunedì di Pasqua del 1282. Alla morte di Francesco II Ventimiglia nel 1388, il complesso della Roccella passerà al suo secondogenito Antonio, e rimarrà in suo possesso fino al 1408, quando accusato di complotto, gli verranno confiscati tutti i beni dalla regia Curia. Morto Antonio nel 1415, in esilio a Malta, la Roccella diviene il terreno dello scontro tra i Ventimiglia e la corona aragonese, il cui culmine sarà nel 1418; quando Francesco ed il fratello Giovanni, non riuscendo ad ottenere l’eredità paterna, in ostilità con i sovrani occupano rispettivamente Gratteri e la Roccella. I due vicerè Domenec Ram e Antonio Cardona inviano alla Roccella le truppe regie, le quali con pochi colpi di bombarda ottengono la resa degli assediati. Era questa la fine del dominio dei Ventimiglia su Roccella, che veniva incamerata al demanio e declassata a semplice torre d’avvistamento per prevenire le incursioni barbaresche. E’ probabile che il complesso, in relazione a questa nuova funzione, subirà un parziale rifacimento architettonico, mentre il borgo continuerà fino ai primi decenni del Novecento a essere un’area produttiva comprendente vasti vigneti, una piantagione di canna da zucchero con un trappeto, dei mulini e perfino una risaia.

Carini
Ex Tenebris ad Lucem: visita guidata alle catacombe paleocristiane di Villagrazia
Nell’ambito delle “Giornate Europee dell’Archeologia” e con il patrocinio del Ministero della Cultura, organizzata da BCsicilia e dalla cooperativa ArcheOfficina, si terrà sabato 18 Giugno 2022 l’iniziativa: “Ex Tenebris ad Lucem: visita guidata alle catacombe paleocristiane di Villagrazia di Carini”. L’appuntamento è alle ore 16,30 presso le catacombe paleocristiane in via Nazionale, 3 a Carini. Lat. = 38.15904 Long. = 13.16895. Prenotazione obbligatoria: Ticket: € 6 / € 4 under 15. Tel. 333.9416984, Email: [email protected] La presentazione di Giuseppe Randazzo, Presidente BCsicilia Sede di Carini, mentre la visita sarà guidata dagli archeologi della Cooperativa ArcheOfficina.
La catacomba paleocristiana di Villagrazia di Carini, situata a due passi da Palermo lungo la statale 113, può essere considerata il cimitero paleocristiano sotterraneo più esteso della Sicilia occidentale. Con i suoi oltre 3.500 mq di superficie scavata, si configura come una delle più importanti testimonianze del cristianesimo delle origini in Sicilia, non solo per la monumentalità delle gallerie e dei cubicoli, ma anche per gli apparati pittorici che illustrano alcuni episodi derivati dal Vecchio e dal Nuovo Testamento: il sacrifico di Isacco, Mosè che fa scaturire l’acqua dalla rupe, l’adorazione dei Magi. Le scene di vita quotidiana e le immagini dei defunti, specialmente i bambini accompagnati dai familiari, sono sempre ambientate secondo la tradizione romana all’interno di rigogliosi giardini che alludono al Paradiso. La visita, che si snoda attraverso gallerie e cubicoli, ha una durata di circa 60 minuti ed è guidata da studiosi che si occupano da oltre dieci anni anche dello scavo archeologico del sito, in collaborazione con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e la cattedra di Archeologia Cristiana dell’Università di Palermo.

Torretta
I segni della Preistoria, visita guidata alla Grotta della Zà Minica

Nell’ambito delle “Giornate Europee dell’Archeologia” e con il patrocinio del Ministero della Cultura, organizzata da BCsicilia si terrà a Torretta, in provincia di Palermo, Sabato 18 Giugno 2022, l’iniziativa: “I segni della Preistoria, visita guidata alla Grotta Zà Minica”. L’appuntamento è previsto alle ore 17,00 in via Grotta Za Minica (angolo Strada Provinciale 3bis) a Torretta Lat. = 38.1591724 Long. = 13.2307071. Per informazioni: Tel. 380.3841279 Email: [email protected]
Presentazione di Raffaele Di Maggio, Presidente BCsicilia sede di Torretta. Visita guidata a cura dall’arch. Fabrizio Giuffrè, Presidente BCsicilia sede di Palermo
La grotta della Zà Minica è ubicata sul monte Columbrino, in territorio di Torretta, in provincia di Palermo. La tradizione locale vuole che in tempi remoti, nel buio di questo antro, una tale zà Minica (zia Domenica nel dialetto del luogo), praticasse la magia nera.
La grotta è soprattutto celebre per essere stata uno dei più importanti depositi paleontologici del territorio. Vi si rinvennero resti di vertebrati fossili ed in particolar modo di elefante, nelle specie Falconeri e Mnaidriensis.
La presenza dell’uomo preistorico è stata documentata dal rinvenimento di resti di pasto e, all’ingresso, dall’esistenza di una serie di graffiti databili al Paleolitico Superiore. In particolare, si riscontra un bovide di profilo, in movimento, trafitto da zagaglie, tracciato in perfetto stile naturalistico. Nel vicino riparo della zà Minica, un cervo inciso di profilo, è databile invece al Paleolitico finale mentre due figure dipinte, databili probabilmente all’Eneolitico, rappresentano rispettivamente un uomo di profilo ed una “fiasca”.

Catania
Conferenza: Una stazione di sosta della prima età imperiale lungo la strada a Catina Agrigentum
Nell’ambito delle “Giornate Europee dell’Archeologia” e con il patrocinio del Ministero della Cultura, organizzata da BCsicilia Sede di Catania, si terrà sabato 18 giugno 2022 alle ore 17,30, la conferenza dall’archeologa Carmela Bonanno dal titolo: “Una stazione di sosta della prima età imperiale lungo la strada a Catina Agrigentum”. La presentazione sarà a cura di Agata Rabuazzo, del Consiglio Direttivo BCsicilia di Catania. L’incontro si terrà presso l’Officina del Viaggio in via Monfalcone, 10 a Catania. Lat. = 37.5172856 Long. = 15.1012571. Per informazioni: Tel. 392.1095031 Email: [email protected]
Gli scavi effettuati a partire dagli anni ‘90 del secolo scorso avevano messo in luce nell’area dell’invaso della Diga di Pietrarossa un edificio lungo 70 metri circa con numerosi ambienti disposti intorno ad una grande corte centrale e un ambiente lungo 22 metri identificato come latrina pubblica. Nell’ultima campagna di scavi effettuata dalla Soprintendenza la notevole ampiezza del sito ha suggerito la necessità di un’esplorazione estensiva, preceduta da preventive prospezioni georadar e dal rilievo aerofotogrammetrico e termografico eseguito con scanner all’infrarosso termico, che hanno permesso di eseguire saggi esplorativi mirati limitati soltanto alle aree in cui sono state riscontrate anomalie del terreno. Le indagini archeologiche si sono concentrate nel settore orientale dell’area e hanno permesso di esplorare due ambienti rettangolari pavimentati con malta di calce (III-IV sec. d.C.), l’angolo di un colonnato, una vasca con malta idraulica, suspensurae pertinenti ad un edificio termale (I e il II sec. d.C.) e una fornace per la cottura di anfore e vasellame attiva tra il I e il II sec. d.C. Per la loro complessa tipologia e per la notevole estensione le strutture databili nei primi secoli dell’età imperiale sembrano appartenere ad una delle stazioni di sosta che si trovavano lungo la strada a Catina Agrigentum.
Carmela Bonanno dal 1980 al 2018 dirigente presso l’Assessorato per i Beni culturali della Regione Sicilia, ha diretto dal 2004 al 2012 il Servizio archeologico della Soprintendenza per i Beni culturali di Enna, ha poi diretto il Parco archeologico di Caltanissetta e successivamente il Polo regionale di Ragusa per i siti culturali e i Parchi archeologici di Kamarina e Cava d’Ispica. Si è principalmente occupata di problematiche archeologiche relative all’età greca, ellenistica, romana e tardo romana, islamica e normanna. Ha allestito numerose Mostre e Musei a Messina, S. Marco d’Alunzio, Enna, Centuripe, Aidone, Piazza Armerina, Kamarina, Ragusa. Ha pubblicato più di 100 articoli in riviste specializzate e referenziate italiane e straniere e in atti di convegni nazionali e internazionali. È autrice di monografie, curatrice e coautrice di numerose pubblicazioni su Kalé Akté, Apollonia, la Villa romana del Casale di Piazza Armerina e del Catalogo del Museo archeologico di Morgantina.

Sciara
Archeologia a tavola: storia, aneddoti e curiosità
Nell’ambito delle “Giornate Europee dell’Archeologia” e con il patrocinio del Ministero della Cultura, organizzata da BCsicilia in collaborazione con il Comune, si terrà a Sciara, domenica 19 giugno 2022 alle ore 21,00, l’iniziativa: “Archeologia a tavola. Storia, aneddoti e curiosità”. Alla fine dell’incontro è prevista la degustazione di antico dolce e idromele”. La manifestazione si terrà presso il Museo Francesca Serio in via Burrone. Lat. = 37.916139 Long. = 13.7597513. Per informazioni: Tel. 346.8241076 – Email: [email protected]
Presentazione di Sofia Muscarella, Presidente BCsicilia Sede di Sciara e di Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia. Conferenza a cura di Mario Liberto, Storico dell’enogastronomia mediterranea e Direttore del Dipartimento della Cultura rurale e alimentare siciliana di BCsicilia.
Parlare di cucina è come compiere un viaggio nel passato per entrare nella quotidianità di un popolo, scoprire le loro abitudini e le ritualità legate al consumo del cibo. Un tragitto che attraverso una macchina virtuale del tempo, ci consente di prendere per mano, idealmente il pubblico e condurlo a ritroso nel tempo, entrando nella vita quotidiana di un popolo per comprendere meglio il rapporto che hanno avuto con il cibo e con le loro contaminazioni. Un percorso che permette di accomodarsi a tavola mangiando le pietanze dei nostri antenati nel tentativo di rispondere a tante curiosità.
Il cibo, con i suoi divieti e la sua ritualità, permette di comprendere le contrapposizioni religiose, culturali, storiche, religiose, filosofiche dei vari popoli, come ad esempio l’apprezzamento della triade alimentare mediterranea: pane, vino e olio, contrapposta a quella europea della carne, della birra e del burro nel tentativo di definire la nascita della cucina europea.
La cucina mediterranea, così intensamente stratificata, grazie all’archeologia alimentare è in grado di raccontare il passato dei nostri antenati. Non solo ci rende edotti dell’alimentazione, ma anche le raffigurazioni dell’arte, specialmente quella pittorica funeraria, le fonti antiche che descrivono cibi e paesaggi, gli oggetti deposti nei corredi all’interno delle tombe e i reperti organici rinvenuti in contesti abitativi e funerari, i ritrovamenti nei fondali marini, il tutto per fare luce su un aspetto interessantissimo: l’alimentazione.
Un viaggio che consente, inoltre, di comprendere i meccanismi sociali, antropologico-culturali e gastronomici della cultura alimentare dei popoli mediterranei.