Cambia tutto per il bollo auto: ecco chi rischia di pagare molto di più

Bollo auto

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Una revisione delle soglie di potenza e dei criteri legati al superbollo potrebbe modificare in modo significativo ciò che gli automobilisti dovranno versare nei prossimi anni.

Il dibattito sul bollo auto e, in particolare, sul superbollo torna al centro dell’attenzione con nuove ipotesi di aggiornamento delle regole. La pressione fiscale sui veicoli più potenti è un tema ricorrente e ogni modifica accende immediatamente l’interesse degli automobilisti. Le soglie attuali, pensate per colpire solo una parte ristretta del parco circolante, potrebbero essere riviste alla luce dei nuovi criteri di classificazione e delle tendenze del mercato.

Il superbollo, introdotto originariamente per tassare le auto con potenza elevata, ha subito nel tempo ritocchi e correttivi, diventando uno dei tributi più discussi nel panorama automobilistico. Oggi l’attenzione è puntata su come un eventuale ritocco delle soglie potrebbe ampliare la platea di chi dovrà pagarlo, con effetti diretti sui costi di mantenimento delle vetture e sul mercato dell’usato di fascia alta.

Perché il superbollo potrebbe cambiare davvero

L’ipotesi di riforma nasce dall’esigenza di aggiornare norme ormai datate e in parte scollegate dal mercato attuale. Le caratteristiche dei motori moderni, sempre più efficienti ma spesso più potenti in termini di kilowatt, potrebbero comportare un allargamento naturale della base imponibile. Chi oggi possiede un’auto considerata “di fascia media” potrebbe ritrovarsi coinvolto se le soglie venissero riviste. È questo uno dei punti più sensibili, perché un cambiamento delle regole renderebbe il superbollo un costo imprevisto per molti proprietari che non rientravano nelle categorie tradizionalmente colpite.

Anche l’età del veicolo gioca un ruolo cruciale. Nella disciplina attuale il superbollo si riduce progressivamente con il passare degli anni, fino a scomparire per i modelli più datati. Ma se la revisione includesse un ricalcolo della potenza o un aggiornamento dei parametri, potrebbero emergere situazioni inattese. Per esempio, auto immatricolate più di dieci anni fa, oggi esenti dal tributo aggiuntivo, potrebbero tornare a essere considerate rilevanti se venissero introdotti nuovi criteri di valutazione. Le conseguenze sarebbero particolarmente rilevanti per chi sceglie vetture di seconda mano, spesso attirato proprio dalla riduzione del carico fiscale.

Bollo auto 2
Bollo auto 2

Chi rischia davvero di pagare di più

Il nodo centrale riguarda gli automobilisti che possiedono modelli con potenze vicine alla soglia attuale. È qui che si concentrano le maggiori incertezze: un lieve abbassamento del limite potrebbe rendere soggette al superbollo molte auto che oggi non lo sono. Si parla soprattutto di berline, SUV e sportive di cilindrata media, che negli ultimi anni hanno visto un incremento naturale della potenza grazie ai nuovi motori turbocompressi. In molti casi vetture considerate accessibili potrebbero trasformarsi in mezzi fiscalmente più onerosi, con un impatto diretto sui costi annuali. Questo scenario accende i timori degli automobilisti, perché l’eventuale aumento colpirebbe una fascia molto più ampia del parco auto, rendendo il bollo auto complessivamente più caro per una percentuale significativa di proprietari.

Anche il mercato delle auto di lusso potrebbe risentirne pesantemente. I modelli che già oggi rientrano nella tassazione aggiuntiva rischiano di vedere crescere ulteriormente l’importo, specie se venisse rivista la parte del calcolo relativa all’eccedenza di kilowatt. Alcune ipotesi circolate prevedono una rimodulazione dell’imposta in base alle emissioni o a nuovi criteri di classe ambientale, con l’obiettivo di rendere il sistema più coerente con le politiche di transizione energetica. Ciò significherebbe, però, che auto molto potenti ma recenti, progettate con tecnologie avanzate, potrebbero risultare paradossalmente più penalizzate. Nei fatti, il superbollo resterebbe un tributo particolarmente pesante per chi guida modelli ad alte prestazioni, con il rischio di influenzare anche il mercato delle importazioni parallele e delle immatricolazioni estere.