Bibite (Canva) Madonielive.com
Alcune bibite destinate ai più piccoli finiscono al centro di un richiamo ufficiale: ecco cosa è accaduto e quali sono i rischi.
Negli ultimi anni, l’attenzione verso cibo e bibite che consumiamo è cresciuta in modo esponenziale.
Sempre più persone scelgono con cura cosa portare in tavola, cercando sicurezza e qualità.
Le aziende, di conseguenza, hanno imparato a prestare maggiore attenzione ai controlli.
Eppure, nonostante gli sforzi, può capitare che un prodotto sfugga alle verifiche. È il caso di questa bibita venduta da Action, controlla se ce l’hai in casa.
La sicurezza alimentare è un tema cruciale che riguarda tutti. Ogni giorno, milioni di prodotti finiscono sugli scaffali dei supermercati dopo una lunga serie di verifiche e controlli. Tuttavia, il rischio zero non esiste. Anche marchi noti e diffusi possono ritrovarsi coinvolti in segnalazioni o richiami ufficiali, a tutela dei consumatori.
Le bevande, in particolare quelle destinate ai bambini, richiedono un’attenzione speciale. Coloranti, additivi e dolcificanti sono ingredienti comuni, ma devono rispettare limiti precisi stabiliti dalla normativa. Basta un piccolo errore per trasformare un innocuo bicchiere in un potenziale pericolo. E non sempre il consumatore si rende conto immediatamente del rischio, perché il problema può emergere solo dopo accurati test di laboratorio.
L’ultimo caso riguarda il marchio Action, al centro di un richiamo che ha fatto discutere. Le autorità francesi hanno segnalato alcune bevande per bambini, tra cui ICEE slush strawberry, blue raspberry, Slush Puppie e Toxic Waste, distribuite tra giugno e agosto 2025. Le analisi hanno rivelato livelli di glicerolo nettamente superiori ai limiti consentiti dalla legge. Il glicerolo, usato comunemente nell’industria alimentare, è considerato sicuro in dosi ridotte. Ma quando si accumula in concentrazioni elevate e viene assunto rapidamente, può diventare pericoloso. I sintomi vanno dal mal di testa alle vertigini, fino a nausea, gonfiore e diarrea. Nei bambini o nelle persone sotto i 65 chili il rischio è ancora maggiore, con possibilità di perdita di coscienza.
Per questo motivo le autorità hanno imposto il ritiro immediato dei lotti e il rimborso dei consumatori fino all’8 ottobre 2025. Un provvedimento che si inserisce in un anno già segnato da diversi casi analoghi: basti ricordare il maxi-ritiro di Coca-Cola a gennaio, legato alla presenza di clorato. Ancora una volta, la vicenda dimostra quanto la prudenza e l’informazione siano fondamentali per tutelare la salute di grandi e piccini.
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