Palermo si prepara a una grande mobilitazione antimafia in occasione del 33° anniversario della strage di Capaci. Venerdì 23 maggio, alle ore 15, partirà da Piazza Verdi un corteo cittadino che si concluderà in via Giacomo Leopardi.A promuoverlo sono giovani, studenti e studentesse della città, con l’obiettivo di riaffermare il valore della memoria, della verità e dell’impegno contro ogni forma di mafia, intesa non solo come criminalità organizzata, ma come sistema di potere politico-affaristico-mafioso, così come lo definiva Pio La Torre.
“Non chiedeteci silenzio” è il messaggio che guida la mobilitazione: un rifiuto chiaro e netto all’oblio e all’omertà, soprattutto di fronte alle verità emerse nei processi ma spesso ignorate dai grandi media.Il corteo sarà anche una denuncia contro le politiche di riarmo e guerra che sottraggono risorse fondamentali alla scuola, alla sanità, alla sicurezza sul lavoro. Temi che, secondo i promotori, sono strettamente legati alla lotta alla mafia, che deve partire dalla garanzia dei diritti e dalla giustizia sociale.”Vogliamo fare rumore – dichiarano gli organizzatori – contro chi tenta di ridurre la mafia a semplice delinquenza organizzata, ignorando i legami storici e attuali con le istituzioni, l’eversione nera e i centri del potere economico”.Nel mirino anche le recenti riforme giudiziarie su intercettazioni, abuso d’ufficio e traffico di influenze, ritenute un passo indietro nella lotta alle mafie e ai crimini dei colletti bianchi.Il corteo sarà anche un momento di memoria attiva: da Portella della Ginestra fino a Capaci, passando per tutti gli omicidi eccellenti e le stragi di Stato, si chiede verità e giustizia senza compromessi, “aprendo anche i sepolcri imbiancati”, come ricordava Vincenzo Agostino.”L’antimafia deve essere autentica – si legge ancora nel manifesto della manifestazione – non si possono accettare né ambiguità né appoggi elettorali da parte di condannati o soggetti contigui agli ambienti mafiosi”.
Il corteo sarà anche occasione per rilanciare una visione alternativa di società, fondata su investimenti in scuole, ospedali, infrastrutture utili, sport, cultura e lavoro stabile, specie nei quartieri più dimenticati. L’antimafia è anche lotta alla precarietà, allo sfruttamento, al caporalato e alla ricattabilità sociale.Per questo, i promotori esprimono il loro sostegno alla campagna referendaria sul lavoro e sulla cittadinanza, che porterà gli italiani al voto l’8 e 9 giugno.”Solo unendo le nostre lotte possiamo spezzare le catene dell’oppressione mafiosa e clientelare, costruendo territori liberi, giusti e inclusivi”, concludono i promotori.L’invito a partecipare è rivolto a tutta la cittadinanza: associazioni, sindacati, collettivi giovanili, realtà sociali, scuole, insegnanti, studenti e lavoratori.
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