«Il primo tratto ferroviario, da Castellanza a Cairate, fu aperto il 18 luglio 1904. Il fabbricato viaggiatori della stazione di Cairate, ormai fatiscente, fu demolito nel 1992.

Il 31 dicembre 1915 fu inaugurata la tratta da Cairate-Lonate Ceppino a Malnate, autorizzata con Regio Decreto n. 18 del 5 gennaio 1913.

Poi, fu la volta della parte fino a Valmorea che comprendeva la Stazione di Malnate, nei pressi del quale veniva sottopassata la Linea Ferroviaria Saronno-Laveno. L’anno successivo, l’esercizio della linea fu ceduto dalla FNS alle Ferrovie Nord Milano.

Frattanto si era costituita una società ad hoc con il compito di costruire il tronco ferroviario sul territorio svizzero. La Valmorea-Mendrisio fu aperta il 28 giugno 1926 conferendo all’intera linea la funzione di importante via di comunicazione internazionale.

Nel 1928, a seguito di una scelta del governo in carica, la ferrovia fu fatta terminare a Valmorea, chiudendo la frontiera italo-svizzera di Santa Margherita di Stabio. In territorio svizzero la ferrovia rimase in uso come raccordo industriale per soli servizi merci.

Privata ormai la linea della sua funzione di collegamento internazionale, nel 1938, il capolinea dei treni passeggeri fu arretrato a Cairate, mentre le merci proseguivano fino a Malnate.

Nel 1939 il capolinea della ferrovia fu posto a Castiglione Olona.

Il servizio passeggeri fu chiuso definitivamente nel 1952. Il 16 luglio 1977 anche il traffico merci fu soppresso in conseguenza della chiusura della Cartiera Vita Mayerr di Cairate, principale cliente del servizio, e dello scarso interesse delle altre aziende della valle a mantenere in esercizio la linea ferroviaria.

Nel 2010 la Stazione di Castellanza, ubicata in Piazza XXV Aprile, fu dismessa in seguito all’apertura della tratta che attraversa l’omonimo comune in sotterranea e sostituita da un nuovo impianto, sempre sulla linea Novara-Seregno, ubicato in Via Morelli.

Dal 1º dicembre 2008 al 31 maggio 2014, la tratta Mendrisio-Stabio venne interessata dai lavori di raddoppio ed elettrificazione connessi alla nuova ferrovia Mendrisio-Varese; nell’ambito di tale progetto, dal 2014 la tratta Stabio-Mendrisio è percorsa dai treni suburbani dai treni effettuati da TiLo in servizio sulla Rete Celere del Canton Ticino. Questa chiusura (della Valmorea) ha condannato le belle e turistiche nonché’ storiche aree interne (dove è tra l’altro è nato il FAI) di questa parte della provincia di Varese a un parziale isolamento soprattutto verso la Svizzera (raggiunta in macchina ogni giorno da migliaia di Frontalieri), si evidenzia a tal proposito che Il nuovo REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sugli orientamenti dell’Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti, che modifica il regolamento (UE) 2021/1153 e il regolamento (UE) n. 913/2010 e abroga il regolamento (UE) n. 1315/2013 persegue ancor di più ,rispetto alle precedenti norme, la Coesione Sociale fra tutto i popoli europei che si può ottenere solo riaprendo tutte le ferrovie chiuse nel tempo C’è la volontà di ridare ai cittadini europei anche delle aeree e dei territori interni e periferici la “Libertà di Movimento” cioè la possibilità di far raggiungere la propria scuola, il proprio posto di lavoro , l’ospedale, i negozi , il proprio medico i propri cari con i soli mezzi pubblici ( la macchina sarà solo un ricordo con grandi benefici economici per le famiglie e per la lotta all’inquinamento).

Nel corso degli anni sono stati proposti molti progetti di riattivazione rimasti tuttavia senza esito.Nel 1990 ebbe inizio un progetto di recupero a fini turistici della linea a opera del Club del San Gottardo, in seguito supportato dall’Associazione Amici della Ferrovia Valmorea, nata nel 2005 che portò alla riapertura, nel 1995, della tratta confine di Stato-casello 14 di Rodero, seguita nel 1996 dalla Rodero-Valmorea, nel 2003 della Valmorea-Cantello e infine il 12 maggio 2007 della Cantello-Malnate.

Sulla tratta venivano effettuati treni speciali periodici effettuati con composizioni formate da una locomotiva E3/3 ex FFS, tre carrozze passeggeri della Gotthardbahn, anch’esse d’epoca, e un carro merci chiuso K2.

Dal 2010 un percorso ciclabile affianca per buona parte il sedime ferroviario tra Castellanza e Castiglione (mentre sto scrivendo mi giungono notizie sull’effettuazione di lavori di prolungamento di tale ciclabile)

La linea ferroviaria per il tratto Malnate Olona – Bizzozero Gurone fu demolita per la costruzione della diga di Gurone, inaugurata nel dicembre 2009 La diga avrebbe causato una zona di allagamento controllato che avrebbe sommerso la linea ferroviaria e i Mulini di Gurone, motivo per cui è stato costruito il terrapieno a forma circolare dei mulini.

A fine 2020 l’ipotesi di riattivare totalmente la linea, come trasporto transfrontaliero ma anche in chiave turistica, avanza in sede Regionale.

Recentemente, a livello nazionale, la Linea è stata inserita come linea turistica da riattivare ai sensi della legge 128 del 9 agosto 2007 articolo 2 (e successivi aggiornamenti), da Malnate al Confine Svizzero. Comunque i problemi per una riattivazione del servizio fino a Castellanza sono di natura economica e pratica poiché le opere per l’invaso di Gurone e per la Tangenziale di Varese hanno interrotto la continuità del sedime della Linea (rendendo costosissima la riattivazione di tale parte di tratta ferroviaria). Inoltre l’originaria Stazione di Castellanza con il Tratto Urbano sono stati dismessi nel 2010 a seguito dell’interramento della Linea Malnate – Malpensa.

Per ora AEC auspica una soluzione intermedia che vedrebbe la riapertura della tratta da Castiglione Olona a Castellanza (per i treni turistici da Milano) e da Malnate alla Svizzera (per i frontalieri) superando così il problema molto costoso e complicato di aggirare la diga del Gurone»

Ph. Un ponte sul tratto di ferrovia recuperato a uso turistico, nei pressi della stazione di Rodero

Giuseppe Longo