In merito alla vicenda “imposta di soggiorno” avevo deciso di non dire nulla, non è mio costume scrivere su considerazioni personali, ma tant’è!Nello scrivere queste righe non mi spoglierò certo dalla mia appartenenza politica, ma non esporrò fatti e cose a partito preso. In questo periodo sono particolarmente stanca, ma ho ritenuto doveroso rubare qualche minuto al riposo per chiarire le cose. È giunto il momento per dire la mia, poiché le ultime dichiarazioni del gruppo che sostiene l’amministrazione mi hanno particolarmente turbata come persona che per questa cittadina si è molto spesa in ruoli diversi.

La mia non è  volontà di innescare polemiche, se avessi voluto farlo avrei da tempo, e più  volte, sottolineato sui social determinate disfunzioni o problematiche.  Lo sa bene il sindaco, a cui mi sono rivolta  riservatamente per risolvere alcune questioni.Non voglio entrare (o rientrare) nella discussione di come è  stata gestita dall’amministrazione la questione Imposta di soggiorno e relativo decantato coinvolgimento e “pseudo- partecipazione” delle strutture ricettive che da sempre sono risultate in maggioranza contrarie. Mi limiterò a trattare il nocciolo della questione, senza tirare in ballo nessun distrattore o alibi.

Voglio quindi chiarire una volta per tutte che, non corrisponde al vero la giustificazione di Idea Civica per il mancato inserimento nel loro programma elettorale della volontà  di istituire l’imposta di soggiorno. Secondo le loro reiterate dichiarazioni,  Petralia Sottana prima del 2023 non era nell’elenco della Regione Siciliana tra i comuni a vocazione turistica.Tant’è che per  l’ennesima volta,  nell’ultimo comunicato di risposta alla minoranza, Idea Civica Petralia ha ribadito:

“Questa è la vera ciliegina sulla torta!

Per istituire l’imposta di soggiorno, un comune deve essere riconosciuto a vocazione turistica. Questo riconoscimento è arrivato con il decreto assessoriale n.188 del 02/03/2023, ben 263 giorni dopo le elezioni comunali. Inserire l’imposta nel programma elettorale sarebbe stato quindi privo di fondamento, tanto quanto prevedere un “Canone demaniale marittimo”, in attesa che il surriscaldamento globale riporti il mare a Petralia Sottana.”

Se tutti proclamano chiarezza, allora chiarezza sia fatta, ma con la VERITÀ.

PETRALIA SOTTANA è COMUNE A VOCAZIONE TURISTICA DAL 2011!!!

Idea Civica avrebbe potuto inserire nel programma elettorale la volontà politica di istituire l’imposta di soggiorno una volta vinte le elezioni, ma non lo ha fatto.Sul proposito  e sulle motivazioni di non inserirla in programma mi affido all’intelligenza di chi legge.Sapevano pure che un’imposta non può  essere soggetta ad abrogazione tramite referendum popolare o raccolta firme. Può essere abrogata solo da una delibera di Consiglio Comunale. Speriamo che non venga ri-utilizzata come asso nella manica per future velleità amministrative. Ma non voglio mettere nel piatto altre questioni, non è il luogo dove affrontare certi temi, ci sono sedi adeguate per farlo.

Non voglio pensare che l’attuale maggioranza ha interpretato in modo non corretto il D.A. n.188 del 02.03.2023,  in cui  “l’assessore al Turismo Elvira Amata ha firmato il decreto che adotta l’elenco aggiornato dei Comuni turistici della Sicilia in base alla più recente classificazione compiuta dall’Istat. Complessivamente sono 291 le località individuate nell’Isola dall’Istituto nazionale di statistica”. Nello stesso decreto si legge che l’istituzione dell’imposta è FACOLTATIVA.

PETRALIA SOTTANA è COMUNE A VOCAZIONE TURISTICA DAL 2011!!!

E di ciò no solo ne sono a conoscenza, ma ne ho contezza, poiché proprio in quell’anno, nel ruolo di Assessore al ramo, mi sono occupata personalmente dell’istruttoria di inserimento del Comune di Petralia Sottana nella lista.Qualcuno dirà “non è vero”, basta fare un po’ di ricerche per smentire certe affermazioni,  basta navigare in rete per avere conferma che così è, leggere le Gazzette ad esempio.

I fatti:

Con  D.A. n. 10 del 16 febbraio 2011, 89 comuni siciliani erano stati riconosciuti, dall’Assessorato al Turismo, a vocazione turistica. Nello stesso decreto si dava la possibilità di integrare la lista ai comuni che avessero determinate caratteristiche e/o requisiti (– Adeguata presenza di beni culturali, artistici ed architettonici;– Collocazione all’interno di parchi regionali;– Localizzazione paesaggistica e naturalistica;– Persistenza e tutela dei centri storici;– Opportuna dotazione infrastrutturale alberghiera (alberghi, agriturismo, turismo rurale, paesi albergo, casa vacanze, bed & breakfast);– Organizzazione, da oltre un triennio, di manifestazioni, rassegne o grandi eventi culturali;– Congrua presenza turistica -dato riferito alle presenze degli ultimi 3 anni-). Constatato che il Comune non solo aveva tutte le caratteristiche, ma anche tutti i requisiti, ho personalmente istruito la pratica da inviare  all’Assessorato. Dopo qualche settimana, una nota dell’Assessorato ci avvisava dell’inserimento nella lista e di attendere la formalizzazione con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, cosa che è avvenuta nel n.47 dell’11 novembre 2011. Agli originari 89 comuni se ne aggiunsero altri 102 (più alcuni in attesa di integrazioni, etc.), tra cui anche Petralia Sottana.

Questo riconoscimento è stato allora  prezioso per i comuni riconosciuti a Vocazione turistica che hanno potuto beneficiare delle linee di intervento PO-FESR. E non solo. Questo riconoscimento è stato rilevante per poter accedere ad altre misure sul turismo e avere accesso ad altre linee di finanziamento, avere riconosciuta la Bandiera Arancione, programmare una promozione di qualità tramite canali nazionali e internazionali e iniziare il percorso per essere inseriti nel circuito dell’Associazione dei Borghi più belli d’Italia è poi arrestato a causa della pandemia, e tante altre cose che non sto qui ad elencare.

I risultati si sono visti? Si, considerando un aumento di presenze e le rispettive ricadute nel territorio.Avrei potuto proporre l’introduzione della tassa di soggiorno già nel 2011?

Si, poiché il 24 marzo 2011 era stata regolamentata con un Decreto Legislativo (DL 14 marzo 2011 – disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale), che all’art. 4 testualmente recita: I comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte possono istituire, con deliberazione del consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio […].

Non l’ho proposto e nemmeno le amministrazioni in cui ho rivestito il ruolo di Assessore si sono mai sognate di fare una cosa del genere.La nostra visione di sviluppo turistico era, ed è diversa, per la consapevolezza che si tratta di una materia in veloce e continua evoluzione, che richiede programmazioni mirate, sostenibili e responsabili, adatte a destinazioni come i centri delle alte Madonie. Ma non voglio dire altro, né sulle esigue entrate che produrrebbe, tantomeno sulle bizzarre trovate su come investire queste piccole risorse. Nel 2022 la cittadinanza di Petralia Sottana, a maggioranza, ha scelto chi si deve occupare di amministrare la cosa pubblica, e non sono qui per dettare la linea politica a nessuno, tantomeno ho scritto queste righe per cercare raccogliere like, accoliti o gruppi di consenso.

A me, che ho un’altra visione della gestione del turismo e dei beni culturali, rimane, spero, la libertà di poter dissentire, se le cose non mi convincono, di dire come stanno veramente le cose se è stato detto tutt’altro. Ritengo sia doveroso per il ruolo che ho rivestito in questo Comune, per la fiducia che negli anni hanno riposto in me tanti cittadini. Chiudo con l’augurio che tutto ciò che è ruotato, e ruota,  attorno a questa faccenda non diventi un boomerang nella gestione del marketing turistico: Petralia Sottana, con tutti questi comunicati nel WEB è indicizzata soprattutto con le parole “imposta di soggiorno”.

LUCIA MACALUSO