Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani segnala di aver ricevuto moltissime email sul tema relativo al caldo e all’eventuale slittamento in futuro dell’inizio dell’anno scolastico.
In realtà dalle stime inerenti alla presenza dei condizionatori all’interno degli istituti scolastici dobbiamo segnalare che al momento dovrebbero essere presenti circa 16.000 sistemi di areazione / climatizzazione. Nella quasi totalità dei casi, da quello che ci risulta dalle ripetute segnalazioni, la loro collocazione preferibilmente è situata negli uffici amministrativi e dirigenziali. Eppure il caldo non dà tregua nelle regioni del Sud facendo toccare temperature superiori ai 30 gradi.
Ricordiamo che a scuola nei vari regolamenti d’Istituto si sconsiglia agli studenti e ai docenti di indossare indumenti poco consoni al contesto scolastico (pantaloncini corti; magliette particolarmente scollate; vestiti succinti, ecc.). Studenti e famiglie durante gli Esami di Stato spesso hanno lamentato il disagio dovuto alle elevate temperature. Spesso sono stati presi a prestito ventilatori dagli uffici amministrativi e dai laboratori per permettere un normale svolgimento delle attività.
Se negli uffici amministrativi e dirigenziali sono previsti sistemi di climatizzazione, come è giusto che sia, troviamo altrettanto opportuno che tali dotazioni siano presenti specialmente nelle aule con esposizioni dirette ai raggi solari. In alternativa basterebbe schermare le vetrate con materiale isolante in modo da abbassare la temperatura nelle classi.
Condividiamo quanto è stato sostenuto in materia di slittamento del calendario scolastico, ipotizzando la conclusione delle attività didattiche entro il 18 di giugno con inizio per l’anno successivo fissato il 26 settembre.
Consigliamo di evitare di svolgere le riunioni del primo collegio docenti in presenza in ambienti poco areati o senza climatizzazione. Spesso il personale docente in un istituto supera le cento unità e l’età media anagrafica è abbastanza elevata.
Riteniamo che al di là di ogni possibile strumentalizzazione la tutela della salute pubblica dei lavoratori e non sia un diritto inalienabile su cui tutti dovremmo riflettere, senza inutili levate di scudi finalizzate a negare l’evidenza dell’attuale inadeguatezza, rispetto alle temperature estreme, di molti ambienti scolastici. Occorre valutare al più presto misure urgenti per evitare nuovamente ulteriori disagi.
prof. Romano Pesavento
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