Dopo la prematura scomparsa di Stefano Puglisi, giovane notaio di 45 anni,morto per un male incurabile, il papà Salvatore, con grande dolore e dignità, ha voluto postare questa lettera che vogliamo riproporvi:
“Sento ancora il bisogno di ringraziare tutti gli amici e tutte le persone che ci hanno manifestato i loro sentimenti di vicinanza e partecipazione al lutto che ha colpito la nostra famiglia e ringrazio tutti con animo aperto verso tutti e verso la vita, così dolce e così amara, col desiderio di stringere, malgrado tutto, in un abbraccio estremo questa nostra esistenza che è fatta di gioie e dolori. Nella mia vita, come tutti, ho incontrato tante volte il dolore negli occhi di tante persone e resta incancellabile nella mia memoria il ricordo di tante tragedie, di amici e di giovani immaturamente scomparsi e purtroppo anche che di bimbi ai quali la sorte non ha nemmeno dato il tempo di affacciarsi alla vita e sempre mi sono sentito coinvolgere con infinita tristezza. Questa volta è toccato a me, con la mia famiglia, sprofondare nell’abisso. La partecipazione di tutti con le vostre espressioni e con le vostre manifestazioni di affetto sono il sostegno al quale ci siamo aggrappati per resistere allo scivolamento nel vuoto nero dello sconforto, ma sento il bisogno di comunicare a tutti che un altro sostegno ci è venuto dal coraggio con il quale mio figlio ha affrontato il suo martirio, dalla sua lucidità e dalla sua fermezza con cui ha cercato in tutti i modi che genitori, sorella e moglie non fossero presi dalla disperazione. Malgrado il progresso della ricerca medica, non si è riusciti ancora ad avere ragione del tumore, di un male subdolo, multiforme, spietato, la cui aggressività è spaventosamente irrefrenabile. Il mio ringraziamento va pure, con sincera stima e ammirazione, ai medici che hanno avuto in cura mio figlio, con il quale hanno da subito instaurato un rapporto umano e cordiale, un rapporto che ho visto praticare generalmente con tutti i malati.
Questo modo di rapportarsi nello svolgimento del loro lavoro, va a loro merito e onore, ma è pure indice dell’elevata professionalità di tutto il comparto medico e paramedico di cui solitamente si pensa e si dice sempre male. In particolare voglio ringraziare tre medici con i quali ho avuto un rapporto più diretto, il prof. Giuseppe Badalamenti che dirige il reparto dei tumori rari del policlinico di Palermo, la dott.ssa Tania Rinaldi, nostra conterranea madonita, il dott. Ivan Fazio che dirige il reparto di radiologia della clinica Macchiarella. A loro debbo aggiungere la persona che ho avuto sempre amorevolmente vicina, la dott.ssa Delia Sprini che oltre ad essere un bravissimo medico è mia nipote.”
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