Un bando della Regione non ha previsto la clausola sociale per il riassorbimento dei lavoratori del precedente appalto. “Scelta errata, atteggiamento cinico e di indifferenza nei confronti dei lavoratori”: così la dura la presa di posizione di Cgil Palermo e Fiom Cgil Palermo, che annunciano azioni di protesta.
Il bando è quello per i servizi integrati di gestione delle apparecchiature elettromedicali per Asp e ospedali siciliani, che il 16 febbraio scorso la Regione siciliana ha pubblicato. A Palermo i lotti sono quelli che riguardano tre aziende: Asp, Arnas Civico e Policlinico “Paolo Giaccone”.
La Regione – puntano il dito la Cgil e la Fiom – ha omesso la clausola sociale, ossia quel dispositivo che avrebbe obbligato l’impresa neo appaltatrice ad assumere i lavoratori dell’impresa uscente, già applicati nel precedente appalto.
“Si tratta di una scelta del tutto sbagliata – affermano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e il segretario generale Fiom Cgil Palermo Francesco Foti – Non solo l’’articolo 50 del codice degli appalti pubblici, ma anche il nuovo contratto di lavoro di “Metalmeccanici-Industria” del febbraio 2021, prevede specifici adempimenti per l’azienda uscente e per quella subentrante per rendere operativo il passaggio dei lavoratori”.
In ogni caso, a prescindere dall’obbligo di legge, l’amministrazione secondo i sindacati avrebbe dovuto comunque inserire la clausola nel bando. “Avrebbe compiuto così una scelta giusta e opportuna – proseguono Ridulfo e Foti – a tutela sia dei lavoratori, sia delle strutture sanitarie beneficiarie dei servizi, che hanno tutto l’interesse a giovarsi della professionalità e dell’esperienza di tecnici che da anni operano con perizia nel settore anche durante l’emergenza Covid. Uno dei meritori esempi di efficienza in una sanità siciliana recentemente squassata dagli scandali nella sanità”.
Il 2 marzo scorso, la Fiom Cgil Palermo aveva sollecitato gli assessori regionali alla Sanità Ruggero Razza e al Lavoro Antonio Scavone a intervenire sulla vicenda e, comunque, a concordare un incontro per risolvere la criticità. Ma la nota è rimasta priva di riscontro.
“Riteniamo gravissimo questo atteggiamento di chiusura e di indifferenza delle istituzioni regionali verso il dramma che vivono numerosi lavoratori, che rischiano di perdere il loro posto di lavoro – continuano i segretari generali di Cgil Palermo e Fiom Cgil Palermo – E’ un atteggiamento cinico e irragionevole. Il comportamento degli assessori competenti li rende inutili nel ruolo e nella funzione e per questo dovrebbero trarne le conclusioni. Nei prossimi giorni percorreremo ogni via sindacale, negoziale e di protesta per salvaguardare i lavoratori dei servizi integrati e il loro futuro”.