Attualità

Miniera di sale di Petralia Soprana, a rischio i 30 posti di lavoro della storica coop Servizi Petralia

Drammatica assemblea davanti ai cancelli della miniera di sale di Petralia Soprana.  Filctem Cgil, Fisascat Cisl e Uiltec Uil hanno indetto  l’assemblea per analizzare la prospettiva buia della perdita di 30 posti di lavoro per gli operai della coop Servizi Petralia.  

    La cooperativa,  creata da Italkali nel 1989, sembra infatti avere il destino segnato. Il presidente di Italkali Enrico Morgante oggi ha formalizzato la decisione di disdettare il contratto di appalto. 

    La Se.Pe., che ha come unico committente Italkali, si occupa da oltre 30 anni delle attività di movimentazione e di trasporto di prodotti minerari esclusivamente all’interno della miniera di salgemma. 

     Già ad aprile del 2019 era cessata la commessa per il trasporto interno e poco prima erano venute meno alcune attività di insacco del sale, con un conseguente calo significativo degli introiti, che hanno dato il via a una fase di grandi sofferenze economiche e  alla chiusura di bilanci in perdita.

      L’istituto della cassa integrazione  e alcune somme derivanti da risparmi effettuati negli anni precedenti hanno consentito all’azienda di continuare a garantire l’occupazione agli operai sino ad oggi. 

    Ma adesso, con la scelta di Italkali di cessare l’appalto, anziché condividere e concordare con le organizzazioni sindacali un piano complessivo di riorganizzazione aziendale che tenesse conto dei destini degli operai della Se.Pe, le prospettive sono cambiate. Il futuro dei 30 minatori, che da oltre un trentennio garantiscono il funzionamento dell’intero impianto è drammaticamente incerto. 

    “Siamo del tutto contrari alla decisione di Italkali – dichiarano i segretari generali di Filctem Cgil Palermo Calogero Guzzetta, Fisascat Cisl Palermo Trapani Stefano Spitalieri e Uiltec Uil Maurizio Terrani – Ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso da parte dell’azienda, che non può mettere fuori dalla porta personale qualificato e di lunga esperienza senza porsi il problema di trovare soluzioni che garantiscano i pieni livelli occupazionali.  A maggior ragione in un territorio come quello madonita, che non offre molte opportunità lavorative, soprattutto ai lavoratori che abbiano superato i 50 anni. Ci risulta inoltre che vane sono risultate le numerose richieste della cooperativa di avere riconosciuto un adeguamento delle tariffe per mantenere in ordine un equilibrio finanziario”.

   Filctem, Fisascat e Uiltec hanno già inviato  una richiesta di incontro urgente al presidente di Italkali e al presidente della cooperativa Se.Pe. I precedenti incontri delle  scorse settimane,  con l’obiettivo di risolvere i problemi posti, si sono conclusi  con esito negativo. 

  “E’  impensabile anche solo immaginare che la soluzione possa essere  quella di mandare a casa tutti i lavoratori. L’Italkali – continuano i tre segretari generali – dovrà farsi carico delle sorti di questi lavoratori, con un piano di riassorbimento che non lasci fuori nessuno, anche perché i servizi garantiti sino ad oggi dagli operai della Se.Pe. dovranno continuare a essere svolti e nessuno può pensare che vengano affidati a terzi o, peggio, agli operai della Italkali, già in affanno per i pesanti turni che il lavorare in miniera comporta”.

“Saremo al fianco dei lavoratori – concludono Guzzetta, Spitalieri e Terrani – e   intraprenderemo tutte le iniziative che si renderanno necessarie a tutela degli attuali livelli occupazionali”. 

redazione

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