Oggi pomeriggio una delegazione di sindaci, dei Comuni interessati alle zone franche montane, verrà ricevuta dal vice presidente della Regione e assessore regionale al Bilancio.
Nei giorni scorsi circa 90 primi cittadini hanno sottoscritto un’accorata richiesta per essere ricevuti dal presidente Musumeci.
Nella missiva gli amministratori si dichiarano preoccupati “per l’apparente fase di stallo della proposta di legge” e per la mancanza di un’adeguata copertura finanziaria da parte della Regione Siciliana, così come più volte auspicato nelle sollecitazioni inoltrate dal Senato della Repubblica e indirizzate al presidente Musumeci.
“Nella Legge di stabilità dello Stato, di fatto, sono stati appostati 100 milioni di euro per il finanziamento della norma – scrivono i rappresentanti dell’associazione zfm Sicilia, in una nota inviata ai sindaci che compongono la delegazione – il Governo regionale non si è ancora determinato a formalizzare apposita delibera di Giunta. Più volte formalmente richiesta da Roma al presidente Musumeci”.
“La copertura finanziaria della norma – continua la nota – deve essere garantita dalla Regione Siciliana e non dallo Stato, al fine di metterla a riparo della Giustizia della concorrenza”.
“Non intravediamo altri colori mediani – chiosano presidente, vice presidente e segretario dell’associazione – e non accetteremo ulteriori (e incomprensibili) ritardi e/o “accordi” che si discostano dalla proposta di delibera adottata dalla maggioranza dei Comuni interessati, nell’interesse di coloro che non hanno avuto la possibilità di andare via, a cui non può essere negata o messa in discussione anche questa chance”.
A gennaio oltre 95 Giunte comunali hanno adottato una proposta di delibera con la quale è stato richiesto, tra l’altro, al presidente della Regione di farsi parte attiva affinché la Giunta regionale si determini a destinare almeno 20 milioni di euro, al finanziamento della norma, delle risorse indicate al comma 546, art 1 della Legge 234 del 30 dicembre 2021. Condizione necessaria per concludere l’iter istruttorio al Senato.
L’altra questione portata all’attenzione dei sindaci è il credito d’imposta, strumento che il Governo regionale vorrebbe destinare alle Terre alte di Sicilia.
“Non siamo interessati al c.d. credito d’imposta. – concludono i titolari della battaglia di civiltà – Per potere utilizzare questa agevolazione occorre almeno un debito fiscale pari al credito ottenuto e come tale compensabile. Quindi se preliminarmente non si è investito, non si è generata una posizione fiscale negativa e non si potrà ottenere il credito d’imposta”.
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