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Un anno fa, iniziava la campagna vaccinale anti-Covid in Europa:ecco cosa è cambiato

È passato un anno da quando gli effetti della pandemia hanno iniziato a cambiare drasticamente rispetto al 2020. Dopo un anno, è già possibile tirare alcuni insegnamenti e fare alcuni bilanci.Il primo grande insegnamento è che, dopo un anno di campagna vaccinale, siamo di fronte a 2 diverse epidemie: una dei vaccinati e una dei non vaccinati. Ce lo dimostra in modo molto efficace, quasi lapalissiano, l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità: chi ha ricevuto la vaccinazione completa, ha un rischio molto più basso di infettarsi*; nel caso un vaccinato si infetti, ha molte meno probabilità di avere la malattia sintomatica; se ha sintomi, ha probabilità molto più basse di avere una malattia severa; se ha la malattia severa, ha molte meno probabilità di morire.

E poi abbiamo l’epidemia dei non vaccinati: per loro, i rischi sono i medesimi del 2020, come se nulla fosse cambiato.[1]Tra i non vaccinati, abbiamo i bambini al di sotto dei 12 anni: la campagna vaccinale per i bambini 5-11 è iniziata il 16 dicembre 2021, ma ancora troppi pochi bambini e bambine sono stati vaccinati. Il virus si sta diffondendo in modo molto sostenuto nella popolazione pediatrica, aumentando quindi anche i numeri assoluti dei ricoveri pediatrici.[2] È vero che Covid-19 rimane una malattia che colpisce meno i bambini rispetto agli adulti, ma una quota non irrilevante della popolazione pediatrica può avere problemi a causa della malattia. Inoltre, stiamo parlando di una malattia ancora nuova e di cui non conosciamo tutti gli effetti a medio e lungo termine. Per questo motivo i pediatri italiani stanno facendo appelli su appelli per spronare i genitori che hanno dubbi a vaccinare i propri figli.[3]Abbiamo anche imparato che SARS-CoV-2 non evolve in modo lineare: Delta non è derivata da Alfa, ma direttamente dal virus originario, anche se condividono alcune mutazioni; la stessa cosa vale per Omicron, che condivide mutazioni di Delta e di Beta, ma non deriva da nessuna di queste varianti, bensì dal virus originario.[4] Ed è per questo motivo che i vaccini attuali continuano a essere efficaci: se avessimo usato dei vaccini già modificati per Delta, come diversi non addetti ai lavori auspicavano, avremmo probabilmente avuto una efficacia molto ridotta sulla Omicron.

Invece, la terza dose (chiamata “booster”) dà una ottima protezione nei confronti della malattia causata dalla nuova variante.[5-6] Non vaccinarsi oggi per aspettare un vaccino aggiornato è estremamente rischioso e inutile.Sappiamo anche che Omicron si diffonde in modo molto più efficace di Delta: l’uso delle mascherine FFP2 nei luoghi chiusi diventa quindi fondamentale per ridurre il rischio di acquisire il virus, come anche migliorare l’areazione dei locali al chiuso.Nel caso in cui si sia completamente suscettibili o se si ha avuto la malattia diversi mesi prima, è importantissimo vaccinarsi prima possibile: è il modo migliore per ridurre il tempo in cui si è a rischio di incontrare SARS-CoV-2.[7]È passato un anno, la situazione epidemiologica è completamente diversa dal 2020, dandoci la possibilità di vivere in modo più libero.Solo chi filtra la realtà con gli occhi dell’ideologia non riesce ad accorgersene.*il rapporto è stato stilato quando circolava prevalentemente Delta, quindi questo dato potrebbe essere rivisto nei prossimi giorni a causa di Omicron.

1. https://tinyurl.com/bdfftwpw2. https://tinyurl.com/bdhszjuf3.https://tinyurl.com/2fxj2wpy4. https://tinyurl.com/m5f8dtu4 5. https://tinyurl.com/2p8k3nmb6. https://tinyurl.com/47ajrhfz7. https://tinyurl.com/3cjmjhsw

redazione

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