Attualità

M5S: La “gratuità forzata” di Simona Vicari

Riceviamo e pubblichiamo:

In un recente comunicato postato su Facebook dall’ex sindaco di Cefalù Simona Vicari, la stessa asserisce:
“Oggi ho finalmente potuto provvedere a restituire alle casse del Comune di Cefalù la cifra di € 258.698,77 riguardante la quantomeno controversa vicenda relativa alla doppia indennità di Sindaco e Deputato Regionale da me percepita durante la mia sindacatura.” E continua: ”Resto comunque orgogliosa del fatto che a differenza di altri, per ben 10 anni, sono stata al servizio della mia comunità a titolo gratuito, senza mai intaccare la mia quotidiana dedizione, ne mai risparmiarmi nell’esercizio delle mie funzioni di amministratrice di un territorio che amo profondamente”.
Gli attivisti del Movimento5Stelle ritengono che vadano chiariti, a beneficio dell’opinione pubblica, gli esatti termini della vicenda.
Il 27 agosto 2019 così scriveva il giornale online Palermo today:
Tardivo e inammissibile il ricorso presentato dall’ex sottosegretario ai trasporti Simona Vicari: dovrà risarcire al comune di Cefalù 218 mila euro. Si conclude così il processo d’appello davanti ai giudici della prima sezione civile del tribunale di Palermo, che hanno condannato l’ex sindaco della cittadina normanna a restituire quanto avrebbe indebitamente percepito dall’amministrazione comunale. Sotto esame il periodo in cui l’architetto 52enne avrebbe cumulato i rimborsi delle indennità di carica e poi di funzione come prima cittadina (da dicembre 1997 a giugno 2002) e come deputata all’Ars tra le fila di Forza Italia.
Quindi è stato giudizialmente stabilito che l’ex sindaco Simona Vicari avrebbe dovuto restituire un’indennità indebitamente percepita più di 20 anni fa. Ma se il giudizio si fosse concluso a suo favore –come lei, dal canto suo, si sarebbe attesa- avrebbe validamente trattenuto l’indennità percepita: in quel caso, allora, dove sarebbe stata la gratuità?
E’, pertanto, evidente che l’argomento è ‘piegato’ -a proprio favore- in maniera del tutto strumentale, e che si potrebbe parlare (in modo grottesco) di ‘gratuità forzata’!
Ci chiediamo, noi attivisti del Movimento5Stelle:

  1. Come mai ha pagato solo oggi a fine 2021, ben 2 anni dopo la condanna? Qualche maligno insinua che lo abbia fatto perchè altrimenti non avrebbe potuto candidarsi a sindaco.
  2. Come mai nessuna forza politica che si candida a governare la città abbia sentito il dovere di precisare gli esatti termini della questione?
  3. Ma ancora di più, come mai l’informazione locale si è limitata a pubblicare soltanto uno sterile comunicato senza sentire il dovere di approfondire e verificare la notizia?
    Ci chiediamo inoltre come si può accettare -sul piano politico- che un candidato a sindaco mistifichi a tal punto la realtà. Senza peraltro fare riferimento ad altra vicenda giudiziaria ancora pendente che la riguarda, dai profili penali ancor più delicati.
    Sempre sul piano politico facciamo rilevare che il centro destra è profondamente spaccato proprio su questa candidatura, tanto che una parte di esso ritiene impresentabile un candidato sindaco con questo Cursus Honorum.
    Per non parlare della disastrosa condizione economica lasciata al comune da 10 anni di amministrazione Vicari, opera proseguita nei 5 anni successivi, e che si è conclusa con la dichiarazione del dissesto economico. A conti fatti, i cittadini cefaludesi hanno dovuto pagare con le proprie tasse 15 anni di amministrazione di centrodestra a Cefalù.
    Gli attivisti del Movimento5Stelle di Cefalù
redazione

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