Attualità

Carabinieri, ricordato il Generale Gennaro Niglio

Era il 9 maggio del 2004 quando il Generale di Brigata Gennaro Niglio, all’epoca Comandante della Regione Carabinieri Sicilia, morì in ospedale tredici giorni dopo un incidente stradale avvenuto lungo l’autostrada Palermo – Catania , all’altezza di Resuttano. A 17 anni di distanza da quella tragedia, oggi, a Palermo, alla presenza del Gen.B. Rosario Castello, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, presso la chiesa San Giacomo dei militari, intranea alla Caserma C.a. dalla Chiesa, nel più stretto rispetto della normativa antipandemica, si è tenuta una messa in suffraggio.
Cinquantacinque anni, veniva considerato un ufficiale dal forte piglio, mai domo nel combattere il crimine: dalla lotta alla ’ndrangheta all’antieversione, dai controlli antidoping fino alle cosche mafiose siciliane del suo ultimo incarico: a Palermo, dove era giunto a settembre del 2003, aveva cercato di dare subito nuovi impulsi alle inchieste su Cosa nostra e alla ricerca dei latitanti.
Persona di grande professionalità, ma anche profondamente umana (era amatissimo dai suoi uomini) prima di arrivare in Sicilia era stato al comando dei Carabinieri per la Sanità.
Nato ad Ercolano (Napoli) nel 1949, aveva frequentato la Scuola Militare “Nunziatella” e l’Accademia Militare di Modena. Da tenente, venne destinato prima alla Scuola Sottufficiali di Velletri e poi alla Legione di Catanzaro. Nel grado di maggiore, aveva comandato la Sezione Criminalità organizzata del Reparto Operativo di Roma; mentre coi gradi di tenente colonnello e colonnello fu a capo dei Comandi Provinciali di Caserta, Napoli e Reggio Calabria; tra i suoi comandi anche il Reparto Antieversione del ROS.
Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza, era stato decorato della Medaglia d’argento al valor militare, per aver ingaggiato un conflitto a fuoco conclusosi con la cattura dei latitanti, con la seguente motivazione: “Comandante di Compagnia distaccata, nel corso di una importante operazione di contrasto alla criminalità organizzata, compiuta alla testa dei suoi uomini, veniva fatto segno a proditoria e violenta azione di fuoco dagli appartenenti ad un clan camorristico responsabili di gravissimi delitti. Benché ferito reagiva con determinazione e, dopo aver colpito con l’arma in dotazione uno dei malfattori, riusciva ad arrestare tutti i criminali coinvolti sequestrando numerose armi, munizioni, documenti falsificati ed autovetture con targhe contraffatte. Corbara (SA), 1ottobre 1982”.
Alla sua memoria sono intitolate:dal 26 febbraio 2008, la Caserma sede del Comando Compagnia Carabinieri di Roccella Jonica (RC); dal 3 ottobre 2013 la Compagnia Carabinieri di Marcianise(CE); dal 13 giugno 2018, la Caserma sede del Comando Tenenza Carabinieri di Ercolano (NA).

redazione

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