Pronte le graduatorie dell’avviso 22, il bando per partecipare ai tirocini formativi di sei mesi nelle aziende siciliane, lanciato a giugno 2018 dalla Regione siciliana, nell’ambito delle politiche attive per il lavoro.
Sono 23.664 in totale le istanze ammesse in tutta la Sicilia, di cui 5.500 da Palermo e provincia, in prevalenza dal mondo giovanile (3 mila). La graduatoria è a scorrimento: i posti a disposizione, coperti con i 25 milioni stanziati dalla Regione, sono 6.843. In pratica, potrà essere assorbito circa il 24 per cento del totale.
I tirocini, divisi in tre misure diverse, rivolti a giovani disoccupati, inattivi e in cerca di prima occupazione tra i 16 e i 35 anni (Misura A), ad adulti disoccupati o inoccupati tra i 36 e i 66 anni (Misura B) e a disabili e soggetti svantaggiati (Misura C), con indicatore Isee non superiore ai 30 mila euro, prevedono un’indennità di 500 euro erogata direttamente al tirocinante dalla Regione con un bonifico bimestrale. Per i disabili la durata del tirocinio è di 12 mesi. Il tirocinio richiede un impegno di massimo 30 ore settimanali, l’assicurazione Inail a carico dell’impresa ed è previsto un bonus occupazionale per chi assume a fine tirocinio.
“E’ una misura assistenziale, che darà una prima piccola risposta alla galassia dei ‘neet’ senza lavoro. Ma noi siamo in attesa di risposte più incisive e durature per l’occupazione – dichiarano Andrea Gattuso, segretario generale Nidil Cgil Palermo e Alessia Gatto, segretario Cgil Palermo – Adesso i centri per l’impiego convocheranno coloro che si trovano in graduatoria, in posizione utile tra le domande finanziabili, per assegnarlo all’azienda o all’ente promotore disponibile, di cui esiste un elenco”.
Le aziende da zero a 5 dipendenti possono chiamare una persona dal bacino, da 6 a 20 fino a due, chi ha più di 20 dipendenti può utilizzare una quota pari al 10 per cento del personale. Le figure devono fare riferimento prevalentemente al repertorio delle professionali artigianali. “I tirocini rappresentano più che altro un’esperienza formativa e probabilmente non sono la misura più idonea per chi ha 60 anni, per questa fascia d’età bisognerebbe utilizzare misure diverse – puntualizzano Andrea Gattuso e Alessia Gatto – Il rischio del tirocinificio, inoltre, è sempre presente. A breve parte Garanzia Giovani, con uno stanziamento previsto di 100 milioni di euro. Dai risultati della precedente tornata, l’impatto occupazionale è stato pari allo zero, con il rischio dei tirocini fasulli, di gente assunta per l’addestramento e che poi ha lavorato per 50 ore a settimana. Noi vigileremo e saremo a disposizione per qualsiasi segnalazione sulla regolarità dei percorsi di tirocinio”.
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