Congresso PD. Riceviamo e pubblichiamo una Lettera/appello del Sindaco di Pollina e Deputato Magda Culotta
Caro Matteo, caro Maurizio
scrivo a voi, per cogliere così l’occasione di rivolgermi agli amici, ai compagni di strada e a tutti i volti e le storie che in questi anni hanno interpretato la nostra la sfida politica, stando sul territorio, mettendoci la faccia giorno dopo giorno, prendendosi incoraggiamenti e a volte anche insulti.
Il Partito Democratico rappresenta, per una grande parte, i cittadini italiani che nutrono ancora una speranza di cambiamento. La sfida, ma deve essere chiaro, non è “solo” quella di ricucire aree politiche e pezzi partito, vi tocca e ci tocca ricostruire una proposta politica che parli a quei settori di società con cui, a torto o a ragione, un conflitto si è creato. A loro dobbiamo tendere la mano del confronto, una discussione inclusiva che sappia superare le divisioni fra le persone e nella società, così da dare più forza al nostro impegno politico.
Tocca a voi, tocca a noi tutti.
Io ho deciso, insieme a tanti altri, di sostenere questa sfida.
Il gruppo dei giovani turchi con cui mi sono ritrovata in questi anni alla Camera, è stata un’area distinta sì, ma non distante rispetto ad alcune scelte politiche strategiche.
Ed è per questo che nel sostegno alla vostra opzione, in questo “ticket politico”, come amano chiamarlo in tanti, vi è un segno di coerenza e la volontà di dare seguito, pur provando a cambiare alcune rotte, di quanto fatto fin qui.
Non mi è mai passato per la mente di abbandonare il Partito Democratico, fosse per il semplice motivo che ci sono entrata per cambiarlo e con l’ambizione che con esso potessi, per la mia parte, contribuire a cambiare l’Italia.
Ci toccherà partire da una autocritica vera, il tiro va aggiustato altrimenti non si spiegherebbero alcuni risultati elettorali. I primi segnali che arrivano mi pare siano nella direzione giusta.
Mi batterò quindi per questa battaglia congressuale, per un partito con Renzi ma che vada oltre Renzi. Perché questa è una comunità che vive a prescindere da chi è il segretario. Il nostro non è, e non deve essere, il partito del capo tribù o del comico-guru, noi siamo una comunità fatta di persone che mettono in discussione se stessi, le proprie idee al fine di trovare una strategie politica comune per il bene dell’Italia. In questo io ci credo davvero.
Sosterrò il vostro impegno, poiché offre una prospettiva politica unitaria al PD ed in prospettiva al governo di questo paese. C’è parecchio da fare, non possiamo stare fermi. Pertanto mettiamoci in cammino.
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