Centro nascite, interrogazione di Culotta (Pd): “Cefalù è sopra ai minimi richiesti”

La questione della possibile chiusura del punto nascite dell’Ospedale “Giglio” di Cefalù è al centro di un’interrogazione depositata ieri dalla deputata del Pd Magda Culotta (nella foto). Nel documento, Magda Culotta chiede “al ministro della Salute di intervenire, concedendo una deroga per il mantenimento del punto nascite dell’Ospedale Giglio di Cefalù, per evitare gravissimi disservizi alla popolazione del territorio e in particolare – si legge – alle partorienti che dovrebbero percorrere decine di chilometri prima di poter giungere a un centro che garantisca loro adeguata assistenza”.
La chiusura del punto nascite cefaludese per il mancato raggiungimento della soglia minima di 500 parti l’anno,  in base a quanto stabilito dall’Assessorato regionale alla Sanità è prevista il 30 aprile prossimo. “L’ospedale – ricorda Magda Culotta, che è anche componente della commissione Trasporti –  ha una posizione baricentrica per la Sicilia settentrionale,  poiché è al confine tra la provincia di Palermo e quella di Messina, ma vicino anche a molti comuni dell’Ennese e del Nisseno, al servizio dunque di un territorio molto vasto”.
Nel 2014 il totale dei parti registrati nel nosocomio cefaludese è stato di 420, con un incremento, rispetto al 2013, di circa il 15%. Nei primi mesi del 2015 – come si legge nel documento – si prevede un ulteriore trend di crescita, con circa 20 parti in più rispetto all’anno precedente. Inoltre, non si è registrato nessun caso di mortalità neonatale e perinatale negli ultimi 5 anni e c’è stato circa il 20% in meno di cesarei rispetto alla media regionale. “Questi dati – continua Magda Culotta – ci permettono di affermare con certezza che l’Istituto di Cefalù è una struttura che ha dimostrato di saper crescere sia in qualità, sia nel numero dei parti, in linea con gli obiettivi del Piano Sanitario della Regione. Inoltre, l’Ospedale Giglio di Cefalù presenta un’assistenza ostetrico-ginecologica attiva 24 ore su 24, ben differente dai punti nascita di Termini Imerese e di Petralia, che possono contare solo sulla reperibilità. Tutti questi elementi – continua la deputata del Pd – dimostrano che la dotazione organica, strumentale e strutturale del punto nascita di Cefalù risulta essere ben superiore rispetto ai minimi richiesti dalla normativa”. Nonostante il rigetto dell’ultimo ricorso da parte del Tar della Sicilia, i sindaci dei comuni interessati andranno avanti nella loro battaglia “per continuare a difendere – conclude Magda Culotta, che è anche sindaco di Pollina – un presidio indispensabile per il comprensorio. Chiederò al ministro anche un incontro, affinché da futura mamma si renda conto di persona il dramma che rappresenterebbe per le altre mamme la chiusura del punto nascite di Cefalù”.

redazione

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